20.8.13

ERNESTO DALL'ASTA - L'UOMO CHE REINVENTO' L'AEREO [o una battaglia contro i burocrati]

Romolo Ernesto Dall'Asta "Baioco" (nato a Venas l' 8/4/1901 - morto a Lima, Perù, il 20/10/1964) emigrò giovanissimo in America stabilendosi infine a Lima.
ERNESTO DALL'ASTA QUANDO ERA DISEGNATORE TECNICO DELLA DITTA ETERNIT A LIMA (contrassegnato da un quadratino rosso a destra della foto)
Fu un inventore autodidatta e sviluppò vari brevetti, lasciatimi, quale unico nipote ed erede, in (anche se solo simbolica) eredità, di cui riporto i seguenti:

Apparatus for lifting or propelling aircraft
http://www.google.com/patents?id=FwFNAAAAEBAJ&dq=2183186

 Air Girandole equipped with mechanical sustainers
http://www.google.com/patents?id=VA1LAAAAEBAJ&dq=3143173

L'articolo che segue è del giornalista peruviano David Hidalgo, apparso sul suo sito il 23 aprile 2013 e da me qui tradotto dallo spagnolo. In esso l'autore vuole riportare alla luce il caso di una memorabile battaglia contro la burocrazia combattuta da questo mio zio. Il link dell'articolo originale è il seguente:
http://www.fronterad.com/?q=bitacoras/davidhidalgo/hombre-que-reinvento-avion-o-batalla-contra-burocratas

L'uomo che reinventò l'aereo [o una battaglia contro i burocrati]

Lo scrittore e aviatore Antoine de Saint-Exupéry diceva che uno dei più grandi successi degli uomini era il dispositivo che permetteva loro di volare. "Un aereo è solo una macchina, però è un magnifico strumento di analisi: ci ha rivelato il vero volto della terra", scrisse anni prima del volo che lo avrebbe perso per sempre. Saint-Exupéry, un oracolo letterario degli spiriti innocenti, pensò anche che ogni grande conquista dell'ingegno umano dovrebbe essere soggetta al principio della semplicità. "La perfezione si ottiene non quando non c'è nulla da aggiungere, ma quando non c'è nulla da togliere," disse con una certezza che sembra uscita dai laboratori digitali del ventunesimo secolo. Nei giorni in cui scrisse questa frase, un uomo cercò la propria gloria in Perù con una invenzione che precisamente si proponeva di rivoluzionare la storia dell'aviazione: un aereo senza motore.

Ernesto Dall'Asta era un immigrato italiano residente a Lima. Si presentava come inventore. Una mattina del mese di dicembre 1937 si recò all' Ufficio Brevetti [Oficina de Patentes] per rivendicare il titolo di proprietà intellettuale di una nuova macchina che aveva chiamato: "Apparecchio rotativo a pale, elevatore e propulsore di imbarcazioni aeree". Consisteva di un mulino con due pale curve che, girando ad alta velocità, dovevano generare una resistenza all'aria in grado di sollevare la nave. Uno schermo mobile, come un parafango, consentiva al pilota di cambiare la direzione di quella forza per cambiare direzione. Lo stesso anno in cui la famosa aviatrice Amelia Earhart scomparve durante un volo per l'Africa, lo stesso anno in cui il dirigibile Hindenburg prese fuoco in fase di atterraggio nel New Jersey, lo stesso anno in cui il pilota giapponese Masaaki Iinuma fece il primo viaggio da Tokyo a Londra su una nave modello Kamikaze; lo stesso anno, uno sconosciuto italiano proponeva un nuovo dispositivo alternativo di navigazione aerea "in sostituzione dei sistemi attualmente in uso."
Per maggiore formalità, Dall'Asta diresse la sua domanda di registrazione al Ministro dei Lavori Pubblici [Ministro de Fomento] e allegò la ricevuta di pagamento al perito che doveva determinare la novità del dispositivo. Un'elegante firma con linee involute rivelava la fiducia dell'autore nella sua proposta.

Il capo dell'Ufficio Brevetti [Oficina de Patentes] applicò la scienza burocratica inoltrando la domanda alle rispettive istanze. Tre mesi più tardi, ricevette la risposta del Comandante Generale dell'Aeronautica, con due conclusioni forti: "a) La descrizione del dispositivo è formulata in termini imprecisi e incompleti, per cui non è possibile stabilire in che modo l'inventore intende realizzare la sua applicazione pratica e b) Come presentato il caso e, se il signor E. Dall'Asta non specifica [in che cosa consista] la sua invenzione, non si ritiene che quanto presentato sia suscettibile di ottenere brevetto speciale ".

Ci sono spiriti che si nutrono delle avversità. Lo stesso giorno in cui ricevette questa notifica, Dall'Asta redasse un secondo esposto, ugualmente diretto il ministro, nel quale dava maggiori dettagli e anche una dimostrazione al fine di chiarire i dubbi dei periti. La sua audacia meritò una schiacciante risposta dell'apparato statale, che quando vuole può essere crudele:  

MINISTERO DELLA MARINA E DELL'AERONAUTICA
[MINISTERIO DE MARINA Y AVIACIÓN]
Comando Generale dell'Aeronautica
[Comandancia General De Aeronáutica]

Miraflores, 13 aprile 1938
Signor Direttore Generale dello Sviluppo e dei Lavori Pubblici

In risposta alla richiesta del suo ufficio, il Comando Generale giunge alle seguenti conclusioni:

a) La "ruota a pale" come propulsore non può essere oggetto di brevetto speciale, dal momento che è ben nota ed è stata applicata per un secolo sulle prime navi a vapore; fu poi abbandonata per il suo scarso rendimento rispetto all'elica marina, molto più efficace di quello precedente. Questo riguarda la ruota a pale funzionante in acqua, fluido 800 volte più denso dell'aria. Logicamente, nell'aria il rendimento di una ruota a pale sarebbe ancora inferiore.
b) Dopo quanto detto sopra, considerando la ruota a pale come "propulsore", è chiaro che se la si considera come "elevatore", essa sarà in condizioni di lavoro e di rendimento ancora peggiori, e
c) né come novità né come possibilità pratica di impiego, si ritiene che questo dispositivo o invenzione sia suscettibile di ottenere un brevetto speciale.

Il Colonnello dell'Aeronautica
[El Coronel de Aeronáutica]  

Il Perù non è mai stato un paese entusiasta per i creatori. Il cittadino medio difficilmente ricorda uno o due nomi di inventori peruviani: il palmarès popolare comprende Pedro Ruíz Gallo, un militare del XIX secolo che costruì un favoloso orologio meccanico delle dimensioni di una casa, e Pedro Paulet, che progettò un aereo a razzo che viene considerato come la prima navicella spaziale. Il problema è che l'orologio di Ruíz Gallo fu rubato come trofeo nel corso di una guerra con un paese vicino -dove non riprese mai a funzionare-, e l'aeronave progettata da Paulet non ricevette mai sostegno finanziario da parte dello Stato e finì per perdersi in un deposito. Il costume è così radicato che spesso confondiamo invenzioni con scoperte. "La distinzione tra queste due parole è ben nota," scrisse il matematico francese Jacques Hadamard per scusarsi dell'errore in uno dei suoi libri: la scoperta si riferisce a ciò che già esisteva, ma non era conosciuto; l'invenzione si riferisce a qualcosa che non esisteva precedentemente. "Colombo scoprì l'America, che esisteva prima di lui, Franklin inventò il parafulmine, che non esisteva prima di lui", disse Hadamard, pur ammettendo che in certi casi la distinzione è meno chiara. Niente risulta più discutibile di un trofeo dell'ingegno umano. L'italiano di questa storia non aveva intenzione di arrendersi senza interporsi in questo dibattito universale:

Signor Ministro dei Lavori Pubblici:
[Señor Ministro de Fomento:]

Dopo aver preso nota della nota periziale emessa dal Comando Generale dell'Aeronautica, con tutto rispetto mi presento e dico: Che la citata relazione non copre i punti essenziali che è chiamata ad assolvere e che, in questo caso, dovrebbe concretarsi a quanto segue:
a) è una novità o no l'invenzione nell'applicazione pratica che persegue?
b) Nei suoi dettagli di costruzione e nel principio fisico su cui poggia è, forse, identica a brevetti già concessi o artefatti che sono già di dominio pubblico?
c) E' o no possibile tecnicamente la sua applicazione nella pratica?
 Ogni invenzione esistente tiene una certa somiglianza con qualcosa di esistente. Ad esempio, l'elica non è né più né meno che il famoso vecchio mulino a vento. Tuttavia, nessuno può mettere in dubbio il valore di questa invenzione. Né è un argomento valido la differenza di densità tra acqua e aria, perché troviamo che l'elica, con lievi modifiche di forma, fornisce i suoi servizi sia in acqua che in aria.  
Il sottoscritto ribadisce la sua offerta di condurre un esperimento pratico di fronte ai periti e quindi dare una prova inconfutabile che questa invenzione è tecnicamente fattibile.
Pertanto: Al Signor Ministro chiedo sia formulata una seconda ispezione peritale.  
Firma ED.  

Ci fu un secondo carosello di perplessità: il responsabile dell'Ufficio Brevetti rimise la causa al Corpo degli Ingegneri delle Miniere, che era allora l'unico organo competente a Lima di emettere un parere tecnico sul dilemma; il Corpo delle Miniere si dichiarò incompetente e suggerì di nominare due tecnici militari per eseguire gli esperimenti necessari; immediatamente fu costituito un comitato composto da un capitano, un maggiore e un comandante. Dopo aver discusso le prove, il trio di esperti permeava la sua stanchezza nella lettera di risposta:  

MINISTERO DELLA MARINA E DELL'AERONAUTICA
[MINISTERIO DE MARINA Y AVIACIÓN]
Comando Generale dell'Aeronautica
[Comandancia General De Aeronáutica]

Miraflores, 22 giugno 1938
Dalla: Commissione per riferire in merito all'invenzione del Signor Dall'Asta
Al: Comandante Generale dell'Aviazione
Oggetto: Brevetto per invenzione

Dallo studio della pratica N° 3459, la Commissione è giunta alle seguenti conclusioni:
a) Il principio dell'invenzione non è una novità. In varie realizzazioni di carattere diverso si può trovare lo stesso principio di base (pompa centrifuga, ventilatore, ecc.). Il fatto che questo noto principio non sia utilizzato per sollevare pesi dimostra lo scarso rendimento di questo tipo di macchina per questa applicazione (navigazione aerea).
b) La Commissione non può decidere se l'invenzione sia identica a un brevetto noto, poiché non è sua incombenza concedere brevetti.
c) Per quanto riguarda l'applicazione pratica, anche quando l'azione utile del sistema rotativo fosse capace del sollevamento di pesi o di propulsione, tale azione sarebbe piccola per renderla conveniente in aviazione, per cui la Commissione ritiene che non sia conveniente. Per queste ragioni, la Commissione stima che non si proceda al brevetto richiesto.
Dio vi guardi.    

Il Capitano d'Aviazione / Il Maggiore d'Aviazione / Il Comandante d'Aviazione.
[El Capitán de Aeronáutica / El Mayor de Aeronáutica/ El Comandante de Aeronáutica.]  

La conclusione parve piacere al Comandante Generale, che trasmise la relazione al ministero osservando: "lo faccio mio in tutte le sue parti". Era il verdetto della massima istanza dedicata al trasporto aereo in Perù. Due mesi dopo, la sezione brevetti firmò il parere ed escluse la possibilità di concedere il brevetto. Doveva essere il punto finale, il momento del ritiro in silenzio dopo aver passato attraverso la macchina fresatrice dello Stato. Ma non lo fu per Dall'Asta. L'indefettibile italiano tornò a scrivere una lettera di contestazione al ministro. Questa volta aveva due argomenti: in primo luogo, che la sua invenzione non utilizzava la ridotta forza centrifuga, come affermava la relazione, secondo, che il sistema rotativo non solo era il più efficiente tra tutti quelli conosciuti finora, ma che da tempo immemorabile ha accompagnato l'uomo nei suoi più grandi successi meccanici. "Per esempio, lo stesso aereo. Non utilizza forse l'azione utile che deriva dal movimento di rotazione dell'elica? ", scrisse l'inventore.

Se la firma è come un'impronta digitale dello stato d'animo, i tratti angolosi con cui siglò questa lettera suggeriscono che quel giorno subiva una certa ansia. Era passato più di un anno tra incartamenti e attese. Aveva mandato lettere che certamente mai raggiungevano il destinatario principale (già sappiamo che l'amministrazione pubblica fu inventata per neutralizzare le iniziative dei cittadini). Aveva ricevuto quattro dinieghi ufficiali con tutti i sigilli e firme possibili. Era più probabile che questo nuovo tentativo avesse una destinazione scura come gli altri. La lettera era in viaggio quando, improvvisamente, con un gesto che a questo punto potrebbe essere considerato suicida (amministrativamente, ovviamente), Dall'Asta chiese di interrompere il processo. Non si trattava di una rinuncia. L'italiano aveva optato per un'ultima mossa strategica: dal momento che in questo paese aveva ricevuto tutti i colpi del disprezzo, si propose di ottenere il brevetto per la sua invenzione nella mecca mondiale dell'innovazione scientifica, con il solo ed esplicito scopo di includerla poi tra i documenti che sostenessero la sua domanda in Perù.

Dall'Asta andò all'Ufficio Brevetti degli Stati Uniti con i nuovi disegni dell'invenzione e la descrizione di un "APPARATUS FOR LIFTING OR PROPELLING AIRCRAFT". Dopo un rigoroso esame che non tardò molto, il Commissario dei Brevetti stabilì che l'italiano aveva "giusto" diritto per il titolo di proprietà intellettuale e concesse "il diritto esclusivo di effettuare, utilizzare e vendere l'invenzione in tutti gli Stati Uniti e nei territori dello stesso". Mentre Lima gli aveva negato la licenza ai dieci anni che chiedeva, Washington concesse lo stesso privilegio per diciassette anni. Fu un trionfo pulito e senza grinze. Sarebbe stato sufficiente perché qualunque creatore vivesse per sempre felice e gettasse a terra le meschinità sofferte davanti ai burocrati di un piccolo paese, e, talvolta, meschino. Ma non per Dall'Asta. L'uomo aveva una missione e lo fece conoscere all'uomo che sicuramente non aveva mai ricevuto le sue lettere:

Signor Ministro dei Lavori Pubblici:
[Señor Ministro de Fomento:]
Davanti a voi rispettosamente mi presento e dico:

Che le leggi sui privilegi furono emanate per stimolare lo spirito inventivo latente in ogni individuo, al fine di farne una fonte creativa in grado di fornire alla comunità mezzi nuovi e migliori che le permettano di raggiungere un maggior benessere. Il fatto che l'invenzione utilizzi un principio che non è nuovo, come si sostiene, non può essere una base sufficiente per un rifiuto; un principio fisico può servire come base per una serie di dispositivi che sono dissimili in forma e in uso. Ad esempio, il principio del piano inclinato ha dato origine a manufatti come il mulino a vento, l'elica, l'aereo, il ventilatore, aspirapolvere, la condotta d'acqua, l'aratro, la morsa, la vite, lo scalpello e la pialla del falegname, ecc.
Che l'efficienza di una invenzione non dovrebbe servire a determinare se proceda o meno alla concessione di un brevetto, [ma anche] è ben noto come il sistema di rotazione superi qualsiasi altro che si conosca, essendo che la sua applicazione si estende quotidianamente e costituisce uno dei pilastri su cui poggia l'intero sistema meccanico creato dall'uomo.  
Che per ragioni di completezza, presento una copia fotostatica legalizzata del titolo di proprietà intellettuale che mi è stata conferita per la stessa invenzione negli Stati Uniti. Allego un traduzione ufficiale in castigliano.
Pertanto:
a voi Signor Ministro chiedo di servirsene come sollecito sperando siano presi in considerazione i motivi esposti e i documenti presentati.
Lima, 27 gennaio 1940  

Firma ED.  


Il Terzo Mondo è uno stato mentale. I nostri cimiteri di idee sono pieni di proposte che potrebbero cambiare la storia dell'umanità, ma una volta furono disprezzati come eventi impossibili. Quando inventori provenienti da altri paesi le realizzarono con successo, reclamiamo il dubbioso titolo di "pionieri". E' un modo di dire: "noi siamo venuti prima (ma non facemmo nulla per portarlo a compimento)." La nostra autostima funziona come un atto riflesso: disprezziamo molte cose fino a quando il loro successo all'estero ci fa capire il loro valore. Qualcosa di simile accadde con il caso Dall'Asta: bastò presentare il brevetto statunitense perché l'Olimpo dei burocrati aprisse tutte le porte.   Il Comandante Generale dell'Aeronautica rispose con una nota con un soffio riluttante: "Considerando che i brevetti sono concessi dallo Stato senza garantire la necessità, l'utilità e persino la priorità dell'invenzione, questo comando ritiene che non vi sia alcuno svantaggio perché si conceda al signor Ernesto Dall'Asta il brevetto di invenzione che richiede. Il Corpo degli Ingegneri delle Miniere disse con mentalità burocratica: "In considerazione del parere espresso dal Comando Generale dell'Aeronautica, questa sezione è del parere che possa concedersi il brevetto di invenzione a favore del signor Dall'Asta". Il capo della Sezione Proprietà Industriale finì col santificare così la registrazione: "La richiesta del ricorrente risulta conforme ai precetti della legge in materia ed è stata regolarmente sbrigata senza che alcuna opposizione sia stata fatta in tempo utile." Il caso arrivò alla Corte Suprema per le Questioni Amministrative [Corte Suprema en lo Administrativo], il cui pubblico ministero ordinò il rilascio del brevetto "senza garantire la novità, la priorità o l'utilità dell'invenzione".  

Il 7 febbraio 1941, esattamente 1150 giorni dopo la prima domanda, il Ministro dello Sviluppo e dei Lavori Pubblici firmò un diploma su cartone bianco, intestato con lo Scudo della Repubblica, che fu indirizzato a Don Ernesto Dall'Asta. Era il Brevetto di Invenzione che gli garantiva il diritto esclusivo, per dieci anni, per lo sfruttamento della sua idea. Non sono registrate le reazioni del tenace italiano al vedersi riconosciuto, ma possiamo supporre una elevazione del suo spirito maggiore di quella che risveglierebbe una semplice vittoria casalinga contro la burocrazia. In un certo senso, il suo era stato un trionfo sopra i poteri reali che cercano di mettere parametri all'ingegno umano. Il trionfo del nostro diritto di inventare tutto ciò che vogliamo. Dall'Asta non perdette mai la fede che gli avrebbero dato ragione. La prova è che quando gli fu dato il suo diploma, già teneva in moto la pratica di un'altra invenzione: "Una scatoletta di cartone per contenere e spargere polvere insetticida"

Ottenne il brevetto un anno dopo.

Articolo tradotto in italiano dal sito "FronteraD Revista Digital" di David Hidalgo (Perù) 
(Vedi link sopra riportato)


P.S.
Il brevetto N. 2183186 del 13/12/1937 "APPARATUS FOR LIFTING OR PROPELLING AIRCRAFT" non mi risulta sia stato mai sfruttato.
Ma ho scoperto che in data 4/3/2003 la società Fanwing Limited ha ottenuto il brevetto N. US 6527229 B1 "AERODYNAMIC LIFT GENERATING DEVICE" che mi sembra si ispiri all'idea di Ernesto Dall'Asta [che viene anche citato nella domanda del loro brevetto], come si può vedere dalla seguente pagina del sito di detta società:
http://www.fanwing.com/desc.htm

Il sistema sembra sia oltretutto molto efficiente.